50 anni Opel GT: “Solo volare è più bello...”

download-pdf
download-image
download-all
Ven, 27/04/2018 - 12:00


  • Una pietra miliare: la sportiva dei sogni giunge sul mercato per la prima volta nel 1968
  • La beniamina del pubblico: il successo in Europa e oltreoceano supera le aspettative
  • Per l’eternità: in soli cinque anni di produzione l’Opel GT diventa immortale
  • 40 anni Opel GT Club Svizzera; Opel GT in qualità di club ospite al raduno Opel a Hoch-Ybrig

 

Glattpark.  “Solo volare è più bello...”: queste parole sono sufficienti a riaccendere l’emozione pura ed a risvegliare i desideri. Come lo slogan è entrato a far parte dei classici della pubblicità, anche l’auto è diventata un classico: 50 anni fa viene prodotta la prima Opel GT, una coupé sportiva di razza pura con un fascino travolgente. Ieri come oggi una vera auto dei sogni e una pietra miliare della storia delle auto. I festeggiamenti per l’anniversario della nascita della Opel GT iniziano a maggio alla “Bodensee-Klassik”. Gli appassionati avranno la possibilità di ammirare questa icona di stile anche in occasione di altri eventi che si svolgeranno nei prossimi mesi, come il raduno delle auto d’epoca che si svolgerà a Rüsselheim a giugno.

Experimental GT: i designer di Opel mettono in mostra tutta la loro audacia

A essere precisi, la carriera della Opel GT iniziò non 50 bensì 53 anni fa, con un evento cruciale: all’IAA di Francoforte del 1965 Opel presentò una sportiva a due posti, che con la sua carrozzeria slanciata, il frontale spiovente con i fari a scomparsa, i prominenti passaruota e la coda tronca, rivoluzionò il design automobilistico europeo. Inoltre, le linee arrotondate della silhouette richiamavano quelle della classica bottiglia di Coca Cola, per questo fu chiamata anche “Coke Bottle Shape”. Di conseguenza gli addetti ai lavori identificarono la “Experimental GT” – la prima concept car di un costruttore tedesco - come uno studio unico di una vettura ad alte prestazioni. La straordinaria vettura era stata progettata da Erhard Schnell e dal suo team di designer nel nuovissimo “Styling Studio” di Rüsselsheim, il primo centro di design di un costruttore automobilistico europeo.

Erhard Schnell ricorda come lo sviluppo della Experimental GT fosse stato tenuto segreto: “All’inizio si trattò solo di un progetto di stile. Il mio capo non aveva informato il consiglio di amministrazione. Ma quando lo studio fu quasi completato e potette essere mostrato all’IAA, non ebbe più scelta e dovette parlarne con i superiori. Quando la Experimental GT fu presentata internamente per la prima volta avevamo veramente paura. Fu un enorme sollievo per noi sentire l’applauso che si levò spontaneo da parte degli alti dirigenti, estremamente soddisfatti del risultato.”

E infatti ebbero un buon fiuto. I mass media e il pubblico dell’IAA l’accolsero con grandissimo entusiasmo: nessuno si aspettava da Opel una vettura sportiva così stravagante. Stampa e ospiti rimasero sbalorditi dal design coraggioso. Così, sei anni dopo i primi disegni e solo tre anni dalla rivelazione all’IAA, il prototipo della GT venne prodotto in serie in tempi record.

Collaborazione internazionale per un’auto dei sogni senza limiti

La prima Opel GT fu prodotta nel 1968, dopo essere stata messa a dura prova sul circuito Opel di Dudenhofen. Già allora la coupè sportiva fu il risultato della collaborazione franco-tedesca e quindi una vera europea: le carrozzerie francesi Chausson e Brissoneau & Lotz, con le quali Opel aveva già collaborato a progetti precedenti, si occuparono dello stampaggio e della saldatura delle lamiere, della verniciatura e dell’abitacolo, prima di inviarla in Germania per l’assemblaggio di telaio e motore.

Chi acquistava una GT poteva scegliere tra due propulsori: un quattro cilindri da 1,1 litri e 60 CV proveniente dalla famiglia Kadett e un gruppo da 1,9 litri e 90 CV della serie Rekord. La GT 1900 fu subito particolarmente richiesta: la velocità massima di 185 km/h e l’accelerazione da 0 a 100 km in 11,5 secondi facevano battere il cuore degli appassionati di auto sportive. Di serie la forza motrice giungeva all’asse posteriore tramite una trasmissione manuale a quattro rapporti. I clienti europei ordinarono molto raramente il cambio automatico a tre velocità, disponibile a richiesta, che risultò invece assai popolare oltreoceano.

Friedhelm Engler, Design Director Exterior di Opel, descrive il comportamento degli addetti ai lavori dell’epoca così: “Fu abbastanza azzardato proporre un motore anteriore centrale basato sull’architettura automobilistica della Kadett B. Invece di rivestire parti prodotte in serie già comprovate con una nuova carrozzeria, non ebbero paura di osare nella scommessa, una vera e propria Gran Turismo. Aveva qualcosa d’impertinente, di sfacciato. Sono così quelli dell’Assia. Si può dire che la GT sia audacia fatta acciaio.”

Rivoluzionaria dentro e fuori

La carrozzeria della GT di serie fu piuttosto diversa rispetto all’auto originale, a suo vantaggio: la silhouette della GT era ancora più atletica. L’anteriore era più imponente, lo sbalzo frontale ridotto. I prominenti rigonfiamenti del sistema di aspirazione, le “narici”, permisero di abbassare ulteriormente il cofano, i fari anteriori rettangolari a scomparsa della Experimental GT furono sostituiti da “occhi seducenti”, che conferirono alla vettura un aspetto ancora più unico e indimenticabile. Allo stesso tempo le linee incisive ed eleganti assicuravano la migliore aerodinamica, affinché il leggendario slogan pubblicitario del volo non diventasse realtà: la coda tronca circolare offriva abbastanza deportanza affinché la coupé rimanesse stabile sulla strada anche alle alte velocità. Tuttavia, durante lo sviluppo, gli ingegneri ebbero un problema, sebbene solo giornalistico: secondo il comunicato stampa del settembre 1968, il nuovo modello non poteva andare verso i circuiti di prova senza essere scoperto, perché “la forma così aerodinamica della regina impediva qualsiasi camuffamento”.

Come il design della carrozzeria, anche l’abitacolo della sportiva – con i sedili avvolgenti, il volante a tre razze e gli strumenti circolari – mostra un fascino che continua a suscitare in clienti e appassionati emozione pura. Oltre all’euforia che i costruttori suscitarono con la GT, la massima attenzione fu dedicata anche alla sicurezza degli occupanti del veicolo: con cinture di sicurezza a tre punti di ancoraggio, un sistema di protezione integrale dal ribaltamento e dagli urti laterali, un abitacolo stabile, un piantone dello sterzo collassabile e molte altre misure di prevenzione l’Opel GT fissò gli standard del suo tempo.

Dai successi sportivi alle auto record

Grazie al baricentro particolarmente basso, al peso ridotto, alla rigidezza della carrozzeria e alla dinamicità straordinaria, la GT era nata per correre. Le Conrero GT, per esempio, nei primi anni settanta registrarono numerosi successi nelle competizioni sulle lunghe distanze e nelle corse Opel a Nürburgring. A questo seguirono altre modifiche tecniche: nel 1971, dr. Georg von Opel, nipote del fondatore dell’azienda, trasformò la GT in una vettura elettrica. La versione alimentata con elettromotore raggiungeva una velocità massima di 189 km/h e segnò numerosi record mondiali. Nel giugno del 1972 una Opel GT modificata con motore diesel, soprannominata “lima per unghie”, stabilì due record mondiali e 18 record internazionali presso il circuito ad alta velocità di Dudenhofen. La velocità massima di 197 km/h su una distanza di 1’000 metri con partenza lanciata fu un risultato sensazionale per le auto diesel dell’epoca. Erhard Shell, designer della GT, ricorda come si procedette a ribassare ulteriormente la GT diesel: “Avevamo un budget limitato. Così prendemmo una vettura che sarebbe dovuta diventare una decappottabile e tagliammo il tetto.” Una soluzione semplice per un successo incredibile!

A proposito di decapottabile: già nel 1969 sembrò che un altro sogno degli appassionati di decappottabili potesse diventare realtà: Opel presentò all’IAA la Aero GT con lunotto elettrico a scomparsa e tetto asportabile. Per il dispiacere degli amanti della cabrio la vettura restò sempre uno studio.

Tuttavia, la GT di serie fece emozionare i clienti fino al 1973, quando terminò la produzione: Grazie alle sue prestazioni, all’originalità del design e al prezzo accessibile di soli 10‘767 marchi, la sportiva fu enormemente apprezzata dagli acquirenti, superando ogni aspettativa. Vennero prodotte in totale ben 103‘463 unità in soli cinque anni. Non furono solo i clienti europei, ma anche gli americani ad amare l’originale vettura sportiva prodotta da Opel, che ancora oggi vanta molti appassionati in entrambi i continenti. L’icona di stile dimostra come anche i designer e gli ingegneri dell’epoca a Rüsselsheim lavorassero seguendo la filosofia “la precisione tedesca incontra l’arte scultorea” e quindi creassero modelli per l’eternità. O, come spiega Ken Duken, attore e proprietario di una GT: “La pubblicità mente. Volare non è più bello!”

40 anni Opel GT Club Svizzera

L’Opel GT Club Svizzera festeggia nel 2018 il suo 40° anniversario. Il raduno d’anniversario Opel GT avrà luogo a Sarnen dal 22 al 24 giugno 2018. I proprietari di Opel GT possono registrarsi all'incredibile programma. Sono registrate 74 GT. La sera di venerdì 22 giugno 2018 tutti potranno ammirare le straordinarie vetture a Sarnen. Per saperne di più http://www.opel-gt-club.ch/40-jahre-opel-gt-club.html

30. Raduno Opel a Hoch-Ybrig

Chi non vuole aspettare fino a giugno, già domenica 27 maggio 2018 ha la possibilità di ammirare gli incredibili bolidi. L’Opel GT Club Svizzera sarà ospite al raduno Opel a Hoch-Ybrig. Il raduno avrà luogo per la 30° volta. Sono attesi circa 500 veicoli del marchio col fulmine, dai veicoli attuali alle classiche, fino alle vecchie della produzione svizzera a Biel.

Per maggiori informazioni sull’evento: https://www.facebook.com/OpelCH

 

Contatto

Lukas Hasselberg
Telefono: +41 44 828 28 42
Mobile: +41 79 322 09 74
lukas.hasselberg@opel.com

 

Scroll